Krisma, artista pittore italiano nato a Venezia, vive e lavora nell'entroterra Veneziano. In tutti i suoi lavori utilizza la tecnica dell'olio su tela

Krisma, il pittore delle luci    

Mandàla : pigmenti puri su quarzite

La tecnica del mandàla ha origini antichissime, non si tratta di un'invenzione artistica dei giorni nostri, poichè è la "rievocazione" di un insieme di rappresentazioni che fondano la loro origine nei testi sacri più antichi dell'umanità: i Rig-Veda. La radice principale di questo espressione appartiene quindi alla tradizione orientale ma molteplici riferimenti ad essa, nel corso del tempo, si riscontrano in altre culture, sia indoeuropee, africane o medio orientali, sia apparentemente lontanissime come quelle celtica, maya, azteca, pellerossa, oceanico-australiana.
Nella tradizione buddista, sorta in India e poi propagatasi in tutto l'estremo oriente, i veri mandàla sono solo "mentali"; successivamente vengono tradotti in qualcosa di fisico per consacrare il momento in cui si sono prodotti…come ad esempio durante un evento o un periodo religioso importante o in occasione di celebrazioni sacre. In molti casi essi sono creati con delle finissime sabbie colorate che sono appoggiate lievemente in uno schema e possono raggiungere effetti e variazioni cromatiche elaborate. Questi "capolavori" hanno una breve durata ... poi vengono semplicemente "spazzati via" da un semplice gesto che racchiude in sé un significato profondo che ci ricorda che la forza distruttrice è anche una forza che dà la vita. Questa "associazione" di figure e forme dipinte significa "cerchio" o "ciclo" e non è mai casuale: principalmente si tratta di inserire gli elementi cosmogonici quali il punto, il cerchio, il quadrato e il triangolo, che a loro volta diventano la base per l'inserimento di figure e colori. Una delle chiavi per capire le complesse figure è quella di immaginare il processo attraverso il quale il Cosmo si è formato dal suo centro o dalla sua Fonte: l'osservazione del mandàla aiuta lo spettatore ad entrare in un mondo immaginario e trascendente che diventa poi il veicolo di una rivelazione che conduce ad una contemplazione più profonda. Molti disegni sul genere di questo schema sono stati oggetto di studio da parte di uno dei padri della psicanalisi: C.G. Jung. Egli attribuiva ai mandàla la proprietà di indicare una Via, tra tante, per l'equilibrio e l'ordine interiore. Inoltre egli scoprì che le immagini dei mandàla e degli yantra si formano spontaneamente in una situazione di sogno anche nel soggetto che risulta ignaro dei misteri arcaici di cui essi sono permeati.Ciò lo portò a dedurre che ogni fonte interiore dell'essere umano usa un linguaggio archetipico che esprime i concetti universali eterni che riguardano la sfera spirituale della vita.

Ad ispirare i disegni del Maestro Krisma (nato a Venezia nel 1968) nonè solo il riferimento alla cultura di matrice orientale: i mandàla li troviamo anche nella tradizione delle rappresentazioni cristiane, i rosoni delle cattedrali ne sono un esempio, i labirinti con i loro schemi, oppure certi siti dell'epoca etrusca e romana dove i cerchi concentrici sono presenti in molti reperti. Anche molte danze tribali sacre hanno la base nel giro e nel cerchio.
I mandàla di Krisma sono un insieme della tecnica del mandàla unita a quella dello yantra. Lo yantra racchiude in sé figure più geometriche, molti yantra sono racchiusi in un quadrato con quattro porte dove il quadrato rappresenta il mondo materiale ed attraverso le figure che lo ornano dette porte di accesso o punti cardinali, si entra all'interno di esso.
Anche nello schema dello yantra vi è sempre un punto centrale, una circonferenza visibile e molte linee che si espandono e convergono. Le linee dello yantra hanno un loro "dinamismo", definiscono sempre il punto da cui sono partite e creano un "ritmo" di osservazione.
Questi lavori qui esposti di Krisma esprimono quindi anche un modo nuovo di osservare simbologie sacre che nelle società arcaiche erano usate per la connessione con tutti gli elementi, esseri o cose, facenti parte dell'Esistenza: erano un messaggio per riconquistare l'identità con la Natura che molte volte l'uomo moderno ha smarrito in  mille frammenti…
Osservando in queste opere, così uniche, l'originale accostamento dei colori e delle forme, si può avere uno spunto per scoprire che l'uomo è un viaggiatore spirituale, che la fantasia ed il colore in tutte le sue sfumature entrano sempre in assonanza con la Natura primigenia comunicando vitalità radiante.

10

Annotazione tecnica

Per queste rappresentazioni il Maestro Krisma ha usato della quarzite che è una roccia metamorfica (magmatica o sedimentaria) composta prevalentemente da quarzo. La brillantezza dei granelli dipende proprio dalla composizione minerale che questo tipo di roccia ha subito a seguito di condizioni di pressione e temperatura. Su questa "base" sono stati poi messi pigmenti puri (i quali costituiscono la materia prima indispensabile per la realizzazione di qualunque colore) e prevalentemente organici, come le terre e gli ossidi, comprendenti una vasta gamma cromatica.


Bibliografia essenziale sui mandàla

  • Teoria del Mandala di Giuseppe Tucci
  • Mandala Chakra Simboli di Walter Johannes
  • Malacates, mandala della civiltà maya e azteca  di Massidda Elena
  • Yantra di Khanna M.
  • Kalachakra di sua santità Tenzin Gyatzo, XIV Dalai Lama
  • Dei Demoni e oracoli di Giuseppe Tucci
  • Segni Simboli e Allegorie nell’arte sacra di Furia Paolo
  • C.G. Jung – "Che cosa sono i mandala" e "Il simbolismo dei mandala" in Gli archetipi e l'inconscio collettivo- Opere, volume 9, Boringhieri.
  • José e Miriam Arguelles Il grande libro dei mandala, ediz. Mediterranee